عرفان
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Angelo Marchetti è stato un artista che, per libera scelta, si è allontanato dal circuito “dell’arte” verso la fine degli anni ’70, scomparendo di fatto dal mercato, sia per tormentate vicissitudini esistenziali che per la volontaria scelta di estraniarsi totalmente (come forma di ribellione culturale alle regole imposte dal mercato), a costo di abbandonare nell’oblio il proprio successo d’artista. Ma nel contempo, non ha mai interrotto la produzione artistica, riservandola solo in parte ad una cerchia ristretta di collezionisti ed il resto per ricerca personale, ed ora riemersa alla luce. |
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| in una sorta di auto-presentazione, rivelando un suo scritto che fù utilizzato da Angelo come appunto personale, in occasione diuna prima serata per l’inaugurazione di una mostra presso la galleria d’arte “La Cripta”, attiva in Milano fino agli inizi degli anni ‘80. |
دوره تاریک
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Leggendo sopra abbiamo inteso chiaramente lo spiccato senso di fede religiosa di Angelo Marchetti uomo-artista, come uomo alla continua ricerca, pur cosciente di non raggiungere mai la “sapienza”, ma ostinato nel cercare il significato della Grazia della Consapevolezza. |
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Dall’apocrifo di Didimo Giuda Tommaso, §2 Gesù disse: “Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrà trovato e quando troverà sarà commosso e si stupirà¹, e così commosso contemplerà e regnerà sul tutto.” |
آثار سیاه
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Dall'inizio degli anni ’70, Angelo Marchetti si è immerso in pieno nel suo inquieto periodo buio, accompagnato da una propria scarsa disponibilità al compromesso, un periodo dove il sentire è solo e unicamente vergato dalla drammaticità dell’esistenza personale, lo scandagliare nel più torbido sentire maledetto del binomio uomo-artista. |
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Composti da prima, scandagliando con delicatezza e senso del pudore le paure degli altri, per avere un riscontro di umanità in sé stesso, (forse raggiunto il limite della follia? …) poi in perfetto stile freudiano nel ricercare le emozioni nel proprio subconscio, dedicandosi con meticolosità a rappresentare le sue. Le opere che si collocano nello spazio come presenze vive e, in un certo senso, rese sacre dalla vivida presenza dell’Essere Superiore, anche quando questa presenza è posta al di fuori dei limiti spaziali dettati dalla tela, ed ecco la sacralità dell’opera. |
فهمیدن هنر نقاش






